Premessa

Statuto della Fondazione 'Museo Civico di Rovereto'

Il Museo Civico di Rovereto è uno dei più antichi Musei italiani. Fondato come società privata nel lontano 1851, è un'istituzione che da sempre ha molte "anime", che spaziano dall'archeologia alle scienze naturali, alle arti figurative e alle nuove tecnologie. Da sempre è cresciuto grazie a un forte interscambio con il proprio territorio di cui è specchio, testimonianza e animatore economico e culturale. L'attitudine al rinnovamento, alla ricerca, all'offerta di servizi è in effetti la sua caratteristica specifica. E ancora, la capacità tutta nuova e in continua evoluzione di stringere una quantità di rapporti, convenzioni e collaborazioni con istituzioni pubbliche, musei, enti culturali e di ricerca, scuole, realtà produttive, che non ha precedenti nella sua storia. Il museo 'tradizionale' è rappresentato dalle collezioni elementi fondamentali di ciò che il Museo veicola. Nelle nuove sale di palazzo Parolari, nella mostra permanente dal titolo "Dal Dato al Pensato", sono in esposizione tutte le collezioni delle scienze della Terra, la collezione degli invertebrati, con l'importante patrimonio entomologico, quella botanica, con il progetto della cartografia floristica, la collezione di uccelli, la più importante raccolta ornitologica regionale italiana, quella dei mammiferi autoctoni ed esotici, il patrimonio archeologico del territorio trentino, con anche la collezione Paolo Orsi, riferita alla Magna Grecia e la recente collezione Portinaro-Unterseiner con 36 vasi di eccezionale valore archeologico rappresentanti le diverse culture italiche.
Oltre agli spazi espositivi, le attività legate alla didattica e alla formazione permanente dei docenti sono in continua espansione, in tutte le discipline, e vedono il museo acquisire sempre maggiore credibilità e autorevolezza.
Seguendo la propria filosofia di musealizzazione diffusa e di valorizzazione del territorio, il museo accompagna i visitatori lungo "l'itinerario della seta" a Rovereto, al giacimento paleontologico "Orme dei Dinosauri" ai Lavini di Marco, uno dei più importanti e spettacolari giacimenti di orme dinosauriane in Europa, alla villa romana di Isera, a Castel Corno, sia presso il Castello che nei siti preistorici vicini, al giardino botanico in stile rinascimentale a Brentonico e quello alpino a Folgaria, e infine nell'area didattica del Bosco della Città detta Sperimentarea, immersa nel verde in un sito di interesse comunitario, un luogo unico, completamente attrezzato per la geofisica, la botanica, la zoologia, la robotica, l'archeologia sperimentale outdoor e indoor.
Per quanto riguarda la robotica e le nuove tecnologie, il Museo di Rovereto è punto di riferimento per la didattica e la formazione, oltre che per una serie di progetti europei, in collaborazione con il Centro per la Formazione Continua e l'Aggiornamento del personale Insegnante e la Rete degli Istituti Comprensivi di Rovereto e Vallagarina e degli altopiani di Brentonico e Folgaria, di cui il museo fa parte e che ha contribuito a fondare. Nel febbraio 2010 nella sede museale è stato inoltre inaugurato l'esclusivo Lego Education Innovation Studio. Nel LEIS del Museo grandi e piccini, scolaresche, ragazzi e famiglie possono scoprire il fascino di costruire i propri robot con le più svariate funzionalità – in piena autonomia o accompagnati da operatori dedicati. In grande espansione le attività della sezione astronomica che è dotata di importanti strutture per la ricerca e la divulgazione in ambito astronomico: il Planetario – con spettacoli rivolti alle scuole e al pubblico più ampio – e l'Osservatorio astronomico del Monte Zugna, che oltre a essere luogo di importanti ricerche, in collaborazione con altri osservatori della rete INAF, si apre anche alla fruizione pubblica ogni terza domenica del mese e ogni estate con l'iniziativa Astrogastro che prevede una cena tipica al rifugio e l'osservazione del cielo coi telescopi. Inoltre il Museo, in questi anni, ha sviluppato un grande progetto di comunicazione che vede la realizzazione della Rassegna Internazionale del cinema archeologico e di Discovery on Film, di Sperimentarea tv e di un sito internet dove sono disponibili migliaia di dati georiferiti, foto e filmati di grande interesse anche per i mondo delle professioni.

Rassegna del Cinema archeologico e Discovery on Film
Il Museo Civico è anche punto di riferimento europeo per le rassegne di documentaristica scientifica: in primavera l'istituzione accende i riflettori sulla scienza con Discovery on Film, mostra del film scientifico e tecnologico, mentre in autunno sposta l'archeologia dalle sue vetrine al grande schermo con la Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico. Grazie a queste rassegne il Museo Civico ha un archivio di documentari unico, che sfrutta per la didattica e la divulgazione, di 4000 unità, le migliori e più aggiornate produzioni, in italiano e in lingua originale, e collabora alla realizzazione di manifestazioni di cinematografia scientifica in Italia e a livello internazionale. Molti servizi, come la possibilità di vedere conferenze, documentari e incontri o il notiziario scientifico online, compresa la nuovissima sezione film-online che permette di seguire in versione integrale 1753 documentari archeologici e naturalistici.

Sperimentarea.Tv
Ultima nata, la web tv della scienza www.sperimentarea.tv, con documentari, interviste, news, accompagnata da poco dai canali tematici Rete Natura2000Tv, dedicato alla biodiversità e alla natura, ArcheologiaVivaTv, primo canale web in Italia dedicato interamente all'archeologia, DidamediaTv, dedicato alla didattica in collaborazione con il Centro per la Formazione continua e l'aggiornamento del personale insegnante di Rovereto e InnovazioneTV dedicato alla robotica e all'innovazione.

Il sito web e i network sociali
Il sito web è uno dei fiori all'occhiello del museo, che è partito con grande anticipo sul progetto di informatizzare tutto il patrimonio e che offre oggi agli utenti, oltre a servizi in esclusiva, anche straordinarie banche dati online. Unico, ad esempio, è l'archivio di dati botanici per la cartografia floristica del Trentino, di cui il Museo Civico di Rovereto è referente, ricco di schede e immagini consultabili della flora locale davvero eccezionali. Nel 1991 il Museo ha iniziato i rilevamenti sugli oltre 220 quadranti che interessano la provincia di Trento. Si tratta di 1.000.000 di singoli dati distributivi tratti dalla bibliografia e dalla conoscenza diretta del territorio. Proprio per il prestigio internazionale la sezione botanica del museo - che negli ultimi dieci anni ha scoperto ben 4 specie nuove per la scienza, è spesso capofila di numerose iniziative a livello europeo. Altre base dati importantissime per la conoscenza del territorio e per la sua gestione sono la bibliografia geologica, preziosa fonte d'informazione per tutti i professionisti che operano nei settori dell'edilizia, della pianificazione territoriale o ambientale di tre regioni: Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli. La banca dati conta a tutt'oggi 30.981 schede, un archivio straordinario in convenzione con l'Università di Padova e ampliato poi in sinergia con il Servizio Geologico della Provincia Autonoma di Trento per una eccezionale panoramica sull'intero Triveneto, come anche sul Fiume Adige, grazie alla banca dati in collaborazione con l'autorità di Bacino del fiume Adige. Da non perdere anche la Fototeca sui siti precolombiani: 2.441 immagini inedite sui più importanti siti archeologici precolombiani e dell'isola di Pasqua, attraverso un protocollo d'intesa tra il Museo civico di Rovereto e il Centro Italiano Studi e Ricerche Archeologiche Precolombiane, che va ad aggiungersi a quella già implementata sui siti 'segreti' dell'Antico Egitto, ottenuta grazie all'accordo sottoscritto nel 2004 con il Supreme Council of Antiquities d'Egitto, nella figura del segretario generale Zahi Hawass: 8.335 fotografie scattate in zone scosse da frequenti conflitti etnici e prive di strutture, là dove i turisti non osano, o in siti sigillati da decenni, messe per la prima volta a disposizione di studiosi e appassionati. Il Civico sfrutta appieno anche la possibilità di diffondere la conoscenza sulla propria attività attraverso i social network, aumentando ogni giorno il gradimento delle proprie pagine che contano sempre un maggior numero di 'amici'.
Il Museo civico di Rovereto offre dunque a tutti i visitatori la possibilità di spaziare, sia in luoghi fisici che virtuali, in un'ampia gamma di saperi: è un museo sì molto antico, che guarda al passato ma che si è aperto alle tecnologie più innovative, per sfruttare al meglio le molteplici possibilità che solo il presente e il futuro sanno offrire.
È per questo che il comune di Rovereto per potenziare e favorire la crescita del suo Museo civico senza disperdere il valore professionale dei molti ricercatori che in questi anni hanno contribuito a sviluppare importanti linee di ricerca, ampliando il patrimonio culturale e scientifico delle nostre collezioni e del territorio alpino, sta riflettendo sulla possibilità di trasformare questa sua istituzione da "Servizio comunale" in Fondazione Scientifica partecipata. Inoltre dato che esiste la forte convinzione che il Museo civico di Rovereto non sia solo una risorsa per la città, ma costituisca un patrimonio importante per il territorio trentino e per quello nazionale, nell'impianto della Fondazione si è voluto proporre un'ampia partecipazione di quei soggetti pubblici e privati, che a vario titolo, in questi ultimi anni, hanno collaborato, stretto accordi di indirizzo, condiviso progetti e attrezzature e pensato, in una logica di condivisione, a sviluppare nuovi servizi e nuove apparecchiature scientifiche. È per questo motivo che, come previsto dagli artt. 4 e 5 dello statuto della Fondazione, si offre l'opportunità a far parte della Fondazione, come soci Fondatori, anche ai comuni e alle aziende che a vario titolo rappresentano il territorio trentino.

 
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