Sito archeologico di Loppio-Sant'Andrea

Il sito archeologico di S. Andrea - Loppio

Le indagini archeologiche, a tutt'oggi in corso, hanno portato alla scoperta di un sito archeologico pluristratificato, con testimonianze che vanno dalla preistoria all'epoca tardoantica a quella medievale, per giungere fino alla Prima Guerra Mondiale, e in particolare hanno permesso di indagare un antico abitato che occupava, per un'estensione di circa 6400 mq, la parte sommitale dell'isola.

Lungo il versante nord-est e presso il margine sud dell'isola sono stati rinvenuti i resti di alcuni edifici riconducibili a un insediamento fortificato di epoca tardoantica/altomedievale (castrum), mentre sulla parte sommitale del dosso si sono indagati i ruderi pertinenti a alla chiesa romanica di Sant'Andrea.

Nel 2011 la Soprintendenza per i Beni Librari Archivistici e Archeologici della Provincia Autonoma di Trento ha finanziato e coordinato un progetto di consolidamento e restauro architettonico delle strutture archeologiche rinvenute nel sito.

Nel 2012 è seguito un intervento di ripristino, riqualificazione ambientale e messa in sicurezza del sito, realizzato dal Servizio Conservazione della Natura e Valorizzazione Ambientale, che ha anche curato, con la collaborazione del Museo Civico di Rovereto, un'apposita installazione pannellistica, quale supporto informativo per i visitatori. I pannelli contengono alcune notizie essenziali e sono inoltre dotati di un QR-code che rimanda a un insieme di contenuti presenti nel sistema di visite guidate personalizzate My-Show (www.roveretomyshow.it) della Fondazione Museo Civico di Rovereto, fruibile tramite smartphone.

La Fondazione MCR mette inoltre a disposizione i propri esperti per visitare le strutture. Visite guidate tutti i sabati nei mesi di luglio e agosto 2015, su prenotazione.

Info
Fondazione Museo Civico di Rovereto
tel. +39 / 0464 452800
e-mail biglietteria@fondazionemcr.it

Nel biennio 2008-2009 le attività di ricerca su questo sito archeologico sono state condotte con il sostegno e il contributo della Fondazione Caritro.

 
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