Un'avventura unica tra scienza e robotica

Un'avventura unica tra scienza e robotica

L’ultima edizione della FLL nell’intervista a Stefano Monfalcon, responsabile dell’Area robotica della Fondazione Museo Civico di Rovereto

L'edizione 2016/2017 della FIRST® LEGO® League Italia è già storia. Mesi di lavoro serrato, di incontri e di riunioni operative, di preparativi minuziosi si sono consumati, in un fine settimana di inizio marzo, in una manifestazione spettacolare. In Italia, la Fondazione Museo Civico di Rovereto è da sempre l’operational partner della manifestazione. A Stefano Monfalcon, che per la Fondazione è responsabile dell’Area robotica, abbiamo chiesto di tracciare un bilancio dell’appuntamento appena concluso.

È andata bene per quanto riguarda lo svolgimento delle prove e quanto espresso dai concorrenti nel corso di questa finale: per la FIRST® LEGO® League Italia, si è trattato probabilmente dell'edizione di maggiore successo da questo punto di vista. Mai prima d'ora la nostra Fondazione era riuscita a coinvolgere tante squadre e tanti giovani in tutta la penisola e, soprattutto, con un livello tecnico e scientifico così elevato. È facile, inoltre, immaginare l'impatto effettivo di un tale affollamento di giovani vivaci, elettrizzati, variopinti, impegnati nelle sfide di robotica previste da questa fase di gara... Sotto il profilo dell’appeal sulla città e sulla comunità, la finale ha avuto un esito certamente straordinario vista anche la cornice prestigiosa. La fase finale dell'edizione italiana della FIRST® LEGO® League non è stata soltanto una grande festa: è stata, e questo non va mai dimenticato, un’eccezionale occasione di crescita personale e professionale per centinaia di ragazzi. È anche il loro lavoro a svilupparsi, edizione dopo edizione, in termini di qualità.

A dire del buon esito della manifestazione sono anche le classifiche… Non era mai accaduto che fossero conferiti tanti premi speciali, né che un numero tanto elevato di team conquistasse il diritto di accedere a finali internazionali e gare open, in Europa, Stati Uniti e Australia.

È esatto. Alcuni dei ragazzi che sono passati per Rovereto nei giorni scorsi avranno a breve la possibilità di volare in Danimarca, per il FIRST® LEGO® League European Open di Aarthus; in Gran Bretagna, per l'International Open di Bath; in Australia, per l'Asian Pacific Open di Sidney; infine negli Stati Uniti: in Arkansas, per il FIRST® LEGO® League Razorback di Lafayetteville; ma soprattutto in Missouri, a St. Louis, per la finale mondiale della FIRST® LEGO® League World Festival. A questo appuntamento accederanno di diritto per la prima volta sia il campione italiano che il vicecampione. Proseguono inoltre la collaborazione con FIRST® LEGO® League spagnola, per cui un team italiano nel prossimo autunno parteciperà alla Selezione Regionale della Navarra per ricambiare la graditissima visita da parte del team Luis Amigo di Pamplona alla nostra finale.

E allora scopriamoli, questi campioni... Non sarà possibile restituire qui i dettagli della creatività di tutte le squadre partecipanti, ma possiamo perlomeno indagare il caso dei due gradini più alti del podio. Iniziamo dalla Robotwood di Mogliano Veneto: cosa hanno fatto per aggiudicarsi la finale italiana?

Il loro successo è il risultato di una serie di performance, culminate nella finale di inizio marzo a Rovereto. Mi piace in questo caso valorizzare il lavoro di ricerca svolto nel corso dell’anno scolastico intorno al problema posto per l’edizione in corso a livello mondiale: Animal Allies, ovvero la missione di esplorare il rapporto fra le persone e gli animali. In primo luogo, il team ha declinato il problema posto: il Robotwood di Mogliano Veneto ha scelto di concentrarsi sulle problematiche relative al rapporto tra l’uomo e il cane, e ha individuato nelle scuole elementari il target dell’attività. La prima fase dell’intervento è stata dedicata all’introduzione del progetto, divulgato presso l’istituto scolastico tramite uno storytelling e un concorso di disegno. Nel corso della seconda fase del progetto il team ha svolto una serie di attività sul campo, con lo scopo di favorire l’interazione tra gli alunni e gli animali. La terza fase dell’intervento, sviluppata attraverso la somministrazione di un gioco quiz, è stata orientata al rafforzamento dei concetti presentati durante le attività precedenti. Quindi i campioni d'Italia non hanno raggiunto l'eccellenza solo nella robotica, ma anche nel progetto scientifico, come vuole l'impianto della FIRST® LEGO® League articolato sui tre aspetti Tecnico, Scientifico e dei Valori Fondamentali.

Vicecampioni si sono laureati i ragazzi della RoboMosaic di Genova. Nel loro caso, che tipo di lavoro di ricerca è stato condotto?

Il progetto scientifico in questo caso si era posto l’obiettivo di migliorare l'esperienza degli animali sottoposti a visita veterinaria. Il team si è interrogato sulla possibilità di rendere più confortevole l’ambiente ambulatoriale: realizzando campagne di test per verificare le reazioni di esemplari differenti a differenti stimoli (musicali, olfattivi…); costruendo un circuito elettronico capace di identificare l’animale via RFID. Al termine della ricerca, la squadra ci ha consegnato tra le altre cose quello che ha definito il primo studio in letteratura sulle preferenze percettive degli animali e un prototipo di dimostratore. Questo progetto è stato candidato, insieme ad altri 12 su tutta la penisola, per essere premiato dal MIUR il 5 maggio alla presenza di alte autorità. Il Ministero, infatti, sostiene la FIRST® LEGO® League italiana nella valorizzazione delle eccellenze in campo scientifico. Per questo motivo ha concordato con la Fondazione Museo Civico di Rovereto la premiazione dei 3 migliori progetti scientifici tra i 112 partecipanti alla stagione 2016-17. Ricordiamo, infatti, che la nostra è l'unico concorso di robotica riconosciuto dal MIUR all'interno del progetto "Io merito" per la valorizzazione delle giovani eccellenze italiane.

Il format è più che collaudato. Il successo di quest’ultima edizione si innesta sulla parabola ascendente tracciata dalle fortunate edizioni precedenti, Perché questo tipo di attività funziona così bene?

Com'è logico, le ragioni sono varie. Se guardiamo anche soltanto all'esperienza dei gruppi di lavoro che aderiscono ogni anno all'iniziativa, il progetto è vincente perché pone i ragazzi di fronte a un'avventura didattica ed educativa unica e del tutto innovativa, nell'ambito della quale essi si muovono come protagonisti attivi di un sapere che si costruisce di giorno in giorno in risposta a uno stimolo concreto e a più problemi reali legati a più ambiti. Di forte impatto è poi la componente del team working, che qui i ragazzi sperimentano in maniera molto intensa per affrontare sia le sfide tecniche della gara di robotica sia quelle scientifiche del progetto di ricerca. Va infine ricordato che si tratta di un evento che si tiene in tutto il mondo; per questo, FIRST® LEGO® League offre ai giovani la possibilità di vivere un'esperienza internazionale completa che nessun altro percorso potrebbe contenere.

 
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