Carlo Fait. Il sogno di uno scultore passatista

Carlo Fait. Il sogno di uno scultore passatista

Il 2009 è stato caratterizzato dall'importante apertura di Palazzo Alberti Poja, palazzo settecentesco con stucchi e affreschi dei fratelli Marcola, dove nelle sale al pianterreno sono state esposte le sculture più significative di Carlo Fait, artista ancora poco noto, nato a Rovereto nel 1877, che fu allievo e collaboratore di Pietro Canonica, celebre scultore attivo all'inizio del '900 e amato dagli zar, dai regnanti e dall'aristocrazia internazionale. Il progetto delle sale permanenti - con la scelta delle opere da esporre, l'ordinamento e l'apparato didattico - è stato curato dal comitato scientifico formato da Ezio Chini, Paola Pizzamano e Fabrizio Rasera. A distanza di oltre settant'anni dalla sua donazione al Comune per avere una sala nel Museo Civico, sull'esempio di quanto aveva fatto il suo celebre maestro Pietro Canonica con il Comune di Roma, Carlo Fait è rappresentato a Palazzo Alberti in due sale dai suoi bronzetti, marmi, gessi, fra cui spiccano l'imponente gruppo marmoreo La Preda e il busto di Cristo morente, carichi di pathos e notevoli esempi del suo virtuosismo tecnico derivato dallo studio dell'arte del passato. Grazie al contributo dell'International Inner Wheel Club di Rovereto sono stati realizzati alcuni importanti interventi sul gruppo marmoreo de La Preda, il suo capolavoro terminato nel 1947: restauro, basamento girevole e ricostruzione tridimensionale riprodotto nel video. Un altro video è dedicato all'opera di Carlo Fait, a cura di Paola Pizzamano, con la musica scritta dallo scultore che, come i nipoti Renato Fait, Fausto Melotti, Carlo Belli e il pronipote Maurizio Pollini, compose diversi brani per pianoforte ed orchestra. Con questa esposizione permanente si compie il desiderio di Carlo Fait - morto a Torino nel 1968, a novantuno anni, e sepolto nel cimitero di Trino, paese d'origine dell'amata moglie Luigia - di essere ricordato per la sua lunga attività di scultore al servizio della società, documentata nel percorso cittadino attraverso i suoi tre monumenti dedicati a Clementino Vannetti, all'Alpino e a Riccardo Zandonai.

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Carlo Fait. Il sogno di uno scultore passatista
esposizione permanente
a Palazzo Alberti Poja
Corso Angelo Bettini 41, Rovereto

 
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